Hong Kong sempre più internazionale e sempre più meta per scaleup

“L’evento più importante che al momento abbiamo ad Hong Kong sul mondo startup si chiama Start Me Up Hk e lo organizziamo noi di InvestHk, l’edizione di quest’anno si è appena conclusa essendosi svolta tra il 21 e il 25 gennaio”, così Stephen Phillips, direttore generale di InvestHk, agenzia del governo della regione ad amministrazione speciale di Hong Kong, spiega a Startupbusiness a margine di un incontro avvenuto a Milano per illustrare alle imprese italiane le opportunità che la città stato cinese offre. Tassazione a Hong Kong“Oggi a Hong Kong abbiamo un ecosistema sviluppato e sofisticato – dice – ci sono sempre più attività di ricerca, c’è uno schema di investimento governativi anche a sostegno delle nuove imprese, abbiamo una forte comunità di investitori venture capital, di incubatori, di acceleratori e il nostro focus si sta spostando sempre di più verso le scaleup, anche l’evento di gennaio benchè si chiami Start Me Up è sempre più orientato alle scaleup internazionali soprattutto se operano in settori come la finanza, la logistica e il turismo che rappresentano voci forti dell’economia di Hong Kong mentre sul fronte dell’innovazione sono quattro le aree su cui si è scelto di puntare maggiormente: intelligenza artificiale e robotica, smart city, bio e medicina anti aging, fintech”. mappa hong kong e guangdong   Il ruolo di Hong Kong nel quadro dell’economia della Cina resta di primo piano perché il modello detto di ‘un Paese, due sistemi’ che lascia ampia autonomia alla città stato si sta rivelando efficace e sta portando benefici a tutta quella che è nota come la grande area della baia che comprende oltre a Hong Kong anche Macao e la regione del Guangdong che ingloba nove grandi città con Shenzhen in testa, un’area che conta 68 milioni di persone simile a Regno Unito o Italia, che ha una superficie di 56mila chilometri quadrari vicina quindi a quella dell’intera Irlanda e che ha un prodotto interno lordo di oltre 1,5 trilioni di dollari, pari a quello dell’Indonesia, dell’Olanda o della Turchia. “A Hong Kong siamo impegnati anche nell’attrazione di talenti, per i quali esistono specifici visti, il nostro elemento chiave è quello di essere sempre più internazionali, è ciò che deve diventare nostro elemento distintivo sempre più marcato – enfatizza Phillips – così come sempre più desideriamo diventare polo di attrazione per le scaleup internazionali che desiderano usare Hong Kong come punto di atterraggio per poi rivolgersi all’intero mercato cinese perché qui trovano competenze molto elevate anche a livello di management”. Hong Kong ha una tassazione che è assai inferiore rispetto a quella applicata in altre zone della Cina, è terza nella classifica 2017 sulla capacità di attrare investimenti esteri diretti dopo Usa e la stessa Cina e ha il primo aeroporto al mondo per volume di traffico merci (quasi 5 milioni di tonnellate nel 2017).  

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