Casavo raccoglie 50 milioni di euro, ecco perché

Lo scorso febbraio avevamo parlato di Casavo, piattaforma digitale italiana che propone l’instant buying immobiliare, in riferimento alla chiusura di un round di finanziamento venture capital da 7 milioni di euro, a cui si aggiungevano altrettanti finanziamenti in debito, quindi prestiti bancari. La novità è che la società ha annunciato la chiusura di un round b per un valore di 50 milioni, 20 in equity e 30 in debito, fatto che la pone tra le startup che hanno raccolto più capitali in Italia negli ultimi anni. Altro fatto importante,  l’investimento è stato guidato da un fondo di venture capital californiano, Greenoaks Capital, focalizzato negli investimenti di società ad alto contenuto tecnologico, tra i suoi deal ci sono Clover Health, Robinhood, Katerra, Coupang, Deliveroo.  Continuano a sostenere la startup gli investitori del round precedente: Project A Ventures, fondo europeo di venture capital con sede a Berlino, che si è aggiunto a investitori che avevano già sostenuto Casavo, come Picus Capital, con sede a Monaco, e al fondo di investimento italo-francese 360 Capital Partners. Tra gli altri, hanno preso parte a questo round anche Kervis Asset ManagementBoost Heroes , Marco Pescarmona (fondatore e presidente del Gruppo MutuiOnline) e Rancilio Cube. Il cosiddetto proptech, la tecnologia applicata al settore immobiliare, è un settore in decisa espansione in tutto il mondo e anche l’Italia vede diverse realtà confrontarsi, per esempio Dovevivo che ha raccolto recentemente oltre 70 milioni, ma anche la stessa Immobiliare.it, azienda storica del settore che ha acquisito Realitycs, azienda che ha sviluppato tecnologie per la gestione e l’analisi dei big data, delle Valutazioni Immobiliari Automatiche (AVM). Che è anche il settore tecnologico di Casavo. Casavo, infatti, fa leva proprio sulla piattaforma tecnologica che consente di analizzare velocemente i dati della proprietà, con circa 70 parametri, e offrire una valutazione e offerta di acquisto in tempo reale. Dice il fondatore Giorgio Tinacci su Linkedin:   Su questa base tecnologica Casavo ha costruito la propria proposta di valore, ispirandosi al modello dell’Instant Buyer (iBuyer) immobiliare (è il primo in Italia), che permette di accelerare tutto il processo di compravendita, eliminando a chi vende stress e incertezza.  

Come funziona Casavo

L’Instant Buyer acquista direttamente le case. Funziona così: il proprietario dell’immobile che intende vendere contatta Casavo (c’è un processo online) e richiede una valutazione. Una prima valutazione è immediata, online, il proprietario riceve subito un’indicazione della cifra sulla base dei 70 parametri che la tecnologia Casavo considera. Abbiamo fatto la prova: la valutazione di Casavo è risultata in linea con la valutazione fatta da agenti immobiliari tradizionali (tra svariati appuntamenti e attese). Entro 24 ore Casavo fa sapere se è in grado di sottoporre un’offerta d’acquisto per tale immobile e in caso positivo  organizza entro 7 giorni un sopralluogo gratuito della proprietà, alla quale segue la proposta di acquisto, che se viene accettata prevede la visita di un perito e poi l’appuntamento dal notaio e la liquidazione del costo. E’ ovvio che Casavo applichi uno sconto al prezzo di mercato degli immobili, ovvero fatta la valutazione reale, l’offerta di acquisto sarà inferiore di circa l’8%. Per il proprietario che ha fretta di vendere, lo sconto vale la candela. Casavo non è però solo dallo sconto che guadagna, poiché una delle cose che fa è anche ristrutturare gli immobili prima di rimetterli sul mercato, puntando a venderli (attraverso agenzie partner) a un prezzo più elevato rispetto a quello originario. “Non puntiamo a grandi marginalità, ma a grossi volumi” – ha dichiarato il fondatore in questa intervista. D’altro canto l’Italia ha un mercato immobiliare enorme, circa il 92% delle famiglie ha almeno un immobile residenziale di proprietà, secondo l’Istat. E’ chiaro che questo tipo di società bruci molta cassa: oltre agli ordinari costi e agli investimenti in tecnologia e marketing, compra le case, ci paga le tasse (che non sono quelle di prima casa), le ristruttura e attende per un tempo imprecisato di rivenderle. Ha bisogno di molta liquidità e ciò giustifica il bisogno di ingenti capitali, che si tratti di equity o debito. In soli due anni di attività, Casavo ha chiuso circa 300 operazioni immobiliari per 50 milioni di euro, risultati che hanno entusiasmato già i precedenti investitori; ha un team di 60 persone e sono circa mille le agenzie partner.

Perché piace agli investitori

Enrico Mellis, Venture capital investment Manager di Project A Ventures, lead investor nel round da 7 milioni, ne ha parlato su Medium.  Gli elementi di Casavo che convincono gli investitori sono la mappa degli elementi che sempre convincono un investitore. La startup risolve un problema > value proposition La casa, checché se ne dica, è il bene di maggior valore che la maggior parte delle persone possiede nel corso della sua vita. Tuttavia, comprare e vendere una casa è un’esperienza spesso stressante. Casavo risponde a questo problema semplificando l’esperienza del venditore, rendendola meno costosa, automatizzando processi e permettendo di eliminare le incertezze legate alla vendita. Il tutto con una customer experience anche digitale molto piacevole. La startup ha un team forte > execution Meglio un’idea debole con un team forte, che viceversa. Quello che conta è l’execution. Sono alcune delle frasi più amate dagli investitori di tutto il mondo e sono profondamente vere. Casavo ricade nella categoria di idea forte + team forte, che per un investitore è il massimo.

Giorgio Tinacci, fondatore e ceo di Casavo

“Quando abbiamo incontrato per la prima volta Giorgio, – dice Enrico Mellis – abbiamo visto un giovane e molto ambizioso fondatore alla sua prima esperienza. Nelle conversazioni successive ci siamo subito resi conto di aver scoperto un imprenditore unico nel suo genere che ci ha colpito per la chiarezza della sua visione del mercato immobiliare privato e per il ruolo che Casavo svolgerà in esso. Con un’incessante attenzione all’eccellenza esecutiva e alla creazione di valore per il cliente, Giorgio e il suo eccellente team hanno costruito una solida piattaforma tecnologica e dimostrato una notevole trazione nel loro primo anno di attività. Giorgio Tinacci si è laureato alla Bocconi nel 2013, 110 e lode, in Economia Aziendale e Management e conseguito anche un master in International management. (Linkedin) Il mercato è ampio > il business Il proptech avanza e sta andando a riprendersi molto del valore di quel patrimonio immobiliare perso con la crisi. Negli Stati Uniti, Opendoor ha raccolto oltre 1 miliardo di dollari di finanziamenti da investitori come il Vision Fund di Softbank e Andreessen Horowitz e sta vendendo oltre 2.000 case ogni mese. E l’Italia, paese dotato di un patrimonio immobiliare da privati immenso, è il posto giusto da cui far partire una proptech. “L’Italia è perfettamente adatta come base di partenza per Casavo prima di espandersi nell’Europa meridionale. Abbiamo cercato un mercato di grandi dimensioni con elevati tassi di proprietà privata, bassa liquidità e prezzi immobiliari stabili, con minori tendenze inflazionistiche e minore ciclicità”. La tecnologia c’è > scalabilità Per gli investitori venture capital è una delle poche cose ‘solide’ in un progetto d’impresa che presenta soprattutto variabili di rischio. Rappresenta la base per un modello di business innovativo, come in Casavo, ma rappresenta anche un asset. La tecnologia è anche determinante per valutare la scalabilità di Casavo, poiché permette di automatizzare e semplificare un processo, come sottolinea Enrico Mellis, di Project A Ventures. “Alla base della scalabilità di Casavo e alla base della loro sana economia aziendale c’è il loro motore di valutazione immobiliare, cioè la loro capacità di determinare con precisione e istantaneamente il giusto prezzo di mercato dell’immobile”. Per chiudere con un ultimo spunto sul panorama europeo delle startup proptech, la londinese Nested ha un modello simile ma non uguale a Casavo e nel 2018 ha raccolto 120 milioni di euro. Donatella Cambosu

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