Cos’è lo U.Lab, modello di sviluppo per changemaker del MIT

Sappiamo ormai che fare impresa in Italia è purtroppo cosa assai ardua: come osservato da Emil Abirascid nel suo articolo Il successo della startup passa dall’internazionalizzazione: “è più difficile fare impresa in Italia che in quasi qualsiasi altro Paese economicamente e socialmente equiparabile al nostro”. Creare un’Italia dove le nostre startup possano un giorno aspirare a competere con quelle degli altri Paesi europei imprenditorialmente forti (Regno Unito, Germania, Francia, Svezia, Spagna), svilupparsi sui mercati internazionali e attirare grandi investitori richiede un cambiamento sistemico profondo. Bisogna, come dice Abirascid, uscire da un “approccio ideologicamente autarchico“ e desueto.

In quest’ottica BIC Lazio, la società in house della Regione Lazio la cui missione è sostenere la nascita di startup innovative e il potenziamento di quelle già esistenti sul territorio, ha deciso di ospitare la community Hub Roma che facilita lo U.Lab: Leading from the emerging future”,  il più innovativo e potente percorso mondiale sulla leadership, erogato direttamente dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston. A partire da settembre e fino a dicembre 2017 prendono il via le Live Sessions dell’edizione 2017 del corso MITx U.Lab del Prof. Otto Scharmer, fondatore del Presencing Institute, autore della Theory U (opera tradotta in venti lingue), docente senior del MIT e vincitore nel 2015 del Jamieson Prize for Excellence in Teaching at MIT. Scharmer ha inoltre realizzato progetti per lo sviluppo della Leadership per clienti aziendali e facilitato numerosi laboratori per rimodellare l’istruzione, la sanità, l’impresa e la Pubblica Amministrazione.

La comunità globale nata dal corso online (lanciato dal Prof. Scharmer nel 2015) conta attualmente già oltre 100mila partecipanti provenienti da 185 Paesi, e si aggrega intorno ai temi dello sviluppo personale, sociale, imprenditoriale, organizzativo ed economico in un vasto ecosistema onnicomprensivo.

Che cos’è lo U.Lab?

Lo U.Lab è il veicolo per un percorso di profonda (ri)scoperta del senso di appartenenza e di interdipendenza dell’essere umano, dei suoi sistemi, del suo universo. E’ difficile non notare la triplice disconnessione– ecologica, sociale e spirituale/culturale — che ci avviluppa e che ci pone di fronte al colossale “fallimento istituzionale” della nostra era.

image credit: Kelvy Bird (http://www.kelvybird.com/) for Presencing Institute

Disconnessione ecologica: stiamo esaurendo le nostre risorse naturali terrestri più velocemente di quanto queste non possano rigenerarsi. Per l’esattezza, i nostri attuali “bisogni” di consumo creano un’impronta ecologica pari a quella di 1,5 pianeti, ovvero, stiamo utilizzando il 150% di quello che la terra riesce a rigenerare per venire incontro ai nostri consumi.

Disconnessione sociale: da diversi decenni, 2,5 miliardi di persone tirano avanti con meno di due dollari al giorno. Allo stesso tempo, l’un per cento della popolazione concentra una ricchezza maggiore del 90% degli esseri umani che stanno in fondo alla scaletta.

Disconnessione spirituale-culturale: l’incremento di casi di esaurimento e depressione (nell’anno 2000 sono morte più persone per suicidio che per guerre) testimonia un profondo e diffuso disagio a livello personale, che nasce dallo scisma tra il (il “sé” attuale, che compie le sue azioni quotidiane) ed il (il “Sé” futuro ed emergente, che rappresenta il maggiore potenziale racchiuso dentro ciascuno di noi.)

Diventa perciò oggi imperativo ed urgente confrontarci con alcuni quesiti dirompenti e ineluttabili:

    • come scardinare i meccanismi di crescita a dismisura, a fronte di risorse limitate, o che perlomeno non riescono a rigenerarsi allo stesso ritmo in cui vengono consumate?
    • come modificare i nostri sistemi attuali (economici, finanziari, tecnologici, politici, sociali) frammentati, per tessere dei nuovi modelli non solo maggiormente autoconsapevoli, ma anche consapevoli dell’insieme, in una prospettiva sistemico-olistica integrata a tutti i livelli?
    • come trovare, tutelare e nutrire l’io che aspetta di realizzarsi?

Ripensare, reinventare ed evolvere il nostro modo di operare nella nostra società richiede un profondo cambiamento nel modo di pensare, imparare ed agire, sia nell’interezza del sistema circostante, che nell’interezza del sé (ci vuole intelligenza della testa, del cuore e della mano). Lo U.Lab è una piattaforma globale, progettata per educare una nuova generazione di persone alla Theory U: cioè, ad agire in modo sempre più creativo, collettivo e intenzionale, non solo in teoria, ma anche e soprattutto, in pratica. I corsi sono O2O, cioè si svolgono sia online che offline: il percorso si radica e si concretizza negli Hub, luoghi di incontro, aggregazione, didattica, dialogo, esperienzialità condivisa e prototipazione collettiva attraverso le pratiche esplicitate dal modello “U”. L’Italia conta già diversi Hub sia virtuali che fisici: a Roma, Milano, Monza, Padova, Torino, Verona, Firenze. Lo U.Lab rende possibile unirsi a una comunità globale di changemaker, affrontare le problematiche e opportunità di oggi in modo integrato, sviluppare e realizzare soluzioni pratiche alle sfide che ci “bruciano dentro la pancia.” Per creare un contesto più favorevole alle startup italiane ci vogliono più fatti che discorsi, più azioni che parole. Perciò l’opportunità che sta creando BIC Lazio in collaborazione con il team di U.Lab Hub Roma per facilitare l’accesso alla Theory U ha l’ambizione di puntare lontano, creando i presupposti per una nuova consapevolezza imprenditoriale. La proposta che ci fornisce lo U.Lab ha la particolarità di aspirare a ribaltare completamente i modelli tradizionali di progettazione e implementazione del cambiamento, in modo da assecondare la nascita di un futuro emergente, piuttosto che cercare di forzarlo laddove ha già dimostrato di non poter fruttare. Se è vero che, come sostiene provocatoriamente Emil Abirascid, “il successo della startup passa dall’internazionalizzazione”, forse la U è una rampa di lancio verso un avvenire italiano più ampio, più coraggioso e più competitivo. Contributor: Rachel Hentsch Spadafora, nata nel 1970, è un architetto diventata imprenditrice. Abilitata come MIT Knowledge Partner in tema di New Ventures Leadership (impresa innovativa). Ha lavorato per 3 anni ad una startup italiana di sharing economy ed è co-founder di InfinityFoundry, piattaforma che eroga corsi online. Parla correntemente inglese, italiano, francese, tedesco e mandarino. Trapiantata in Italia, sposata dal 1992, madre di 5 figli, ha sempre amato sfidare i luoghi comuni per cimentarsi in imprese “impossibili”. E’ motociclista appassionata di stradale ed enduro.

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